
Quando qualcuno mi chiede se il mio secondo nome abbia un significato speciale, la risposta breve sarebbe “sì”. La risposta vera, invece, è un viaggio che attraversa storia, cinema, natura e perfino un po’ di scienza. Il nome Rosella nasce ovviamente dalla rosa, uno dei simboli più potenti della storia umana.
Le rose compaiono già nell’antica Grecia: per i poeti erano il fiore di Afrodite, simbolo di bellezza e rinascita, i Romani le spargevano nei banchetti e nei rituali dedicati a Venere, convinti che racchiudessero il segreto dell’armonia tra corpo e spirito.
In qualche modo mi piace pensare che Rosella sia una piccola eredità di quel simbolismo antico: la rosa che attraversa i secoli e arriva fino a noi. Poi c’è il cinema. Quando si parla di rose, è impossibile non pensare alla celebre frase di Rhett Butler rivolta a Scarlett O’Hara nel film Gone with the Wind, una storia di passione, resilienza e carattere.
Le rose, nel cinema, non sono mai solo fiori: sono simboli di trasformazione. Pensiamo anche alla rosa incantata del film Beauty and the Beast, che scandisce il tempo e ricorda quanto ogni scelta nella vita abbia valore. Oppure alla celebre scena della rosa rossa nel film American Beauty, dove il fiore diventa metafora della complessità dell’animo umano.
Insomma: se il mio secondo nome fosse un oggetto cinematografico, probabilmente sarebbe una rosa rossa lasciata su un tavolo in una scena iconica.
Ma Rosella non è solo poesia o cinema. È anche natura pura. Esiste infatti un uccello straordinario chiamato Rosella, un pappagallo australiano dai colori vivaci. Gli esploratori europei del Settecento rimasero affascinati da questi animali variopinti: rosso, blu, giallo, verde…una tavolozza vivente! Quando ho scoperto questa curiosità mi è piaciuta l’idea che il mio secondo nome potesse evocare anche qualcosa di libero, colorato e curioso del mondo.
E poi c’è la parte che più mi rappresenta.Io lavoro nella scienza della nutrizione, tra metabolismo, cellule e biochimica. Un mondo fatto di numeri, parametri e molecole.
Ma la scienza senza umanità rischia di diventare fredda…ed è qui che Rosella torna utile. Perché se il mio nome principale racconta il rigore scientifico, Rosella è la parte di me chei ricorda puntualmente che dietro ogni formula c’è più di un individuo ma una versione umana. Un po’ come una rosa, delicata, ma con le spine quando serve, bella, delicata ma anche incredibilmente resistente.
Quando mi chiedono se il mio secondo nome abbia un significato speciale, in realtà la risposta comincia dal mio primo nome: Daniela.
Daniela è la domanda, Rosella è lo stupore davanti alla risposta…ed è tra questo connubio tra ricerca e meraviglia che ho costruito il mio modo di guardare la vita.


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